“Plastic Free e non solo”: guida di Marevivo per i lidi sostenibili

L’estate ormai è iniziata da qualche settimana e le spiagge italiane sono invase da turisti che, come ogni anno, trascorrono le proprie vacanze sulle coste italiane. Purtroppo, troppo spesso, le vacanze degli italiani lasciano la propria testimonianza in souvenir dei quali nessuno sentirebbe la necessità. Non si tratta dell’ennesima (orrenda!) calamita da attaccare sul frigo, bensì dei rifiuti che, anno dopo anno, vengono abbandonati creando non solo un pessimo spettacolo, ma anche un pericolo per la flora e la fauna marina.

Molte associazioni ambientaliste stanno combattendo una battaglia contro il fenomeno del marine litter puntando, soprattutto, sulla sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori turistici.  Marevivo, ad esempio, con la campagna nazionale “Plastic Free e non solo”, ha invitato le strutture turistiche a bandire l’uso della plastica usa e getta e ad adottare misure e comportamenti che assicurino un impiego più sostenibile delle risorse.

“Plastic Free e non solo” si compone di tre diverse fasi ciascuna delle quali prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi: ad ognuno dei tre traguardi raggiunto la struttura balneare coinvolta guadagnerà una stella.

Per ottenere la prima stella, ad esempio, la struttura dovrà eliminare tutta la plastica usa e getta (tovagliato, stoviglie, bicchieri e bicchierini, posate, cannucce) sostituendola con materiali riutilizzabili, o laddove non sia possibile, con attrezzature compostabili. Dovrà somministrare le bibite in recipienti di vetro, alluminio o con dispenser “alla spina”. Bisognerà poi implementare la raccolta differenziata anche con l’ausilio di materiale informativo per sensibilizzare la propria clientela. I dipendenti dovranno essere dotati di bicchieri, tasse e borracce personalizzate.

La seconda stella, invece, spetterà a chi ha installato impianti elettrici, termici e idraulici a ridotto consumo energetico, a chi si è dotato di temporizzatori e riduttori di flusso dell’acqua, a chi acquista prodotti  con scarso impiego di imballaggi e a chi, con l’ausilio di associazioni/cooperative e onlus, recupera cibi e alimenti non consumati in favore dei bisognosi o per sfamare gli animali.

Il punteggio massimo (3 stelle marine) verrà infine conferito a tutte le strutture che, nella rifinitura di mobili e immobili, hanno impiegato vernici prive di emissioni nocive e di solventi, chi sceglie piante autoctone o comunque adattabili al clima, chi installerà sistemi di recupero dell’acqua piovana o dell’acque delle docce (quando sia proibito l’uso di saponi) per annaffiare le piante e/o per gli scarichi dei water. Le tre stelle spetteranno infine a chi rimuoverà le illuminazioni rivolte verso l’alto che disturbano i volatili o chi installerà impianti di separazione dei grassi per le acque reflue

«Il coinvolgimento del settore turistico, grande gigante che sostiene il PIL del nostro Paese, può essere quel cambiamento fondamentale di cui abbiamo bisogno per proteggere il Pianeta», afferma la presidente di Marevivo Rosalba Giugni. «Se si mettono in moto le aziende, gli operatori e le federazioni assisteremo alla rivoluzione che tanto auspichiamo e che vede al centro degli obiettivi il passaggio all’economia circolare, unico mezzo per arrestare il degrado dilagante del quale siamo tutti testimoni impotenti.»