Alpi: ecco le bandiere verdi 2019 assegnate da Legambiente

Da sempre l’estate viene associata al mare e, quindi, le vacanze estive vedono, quale scenario di riferimento, una bella spiaggia circondata da un mare cristallino.

Per molte persone, però, soprattutto negli ultimi anni, la meta estiva è diventata la montagna con i suoi paesaggi incontaminati dove è possibile effettuare, nella frescura, riposanti passeggiate che ben si conciliano al consumo di prelibatezze eno-gastronomiche.

Così come c’è mare e mare, d’altro lato, c’è montagna e montagna e ai villeggianti d’alta quota Legambiente offre la propria esperienza anche per scegliere la meta più eco-compatibile.

Quest’anno, ad esempio, ben 17 località alpine – due in più rispetto al 2018 – hanno guadagnato la bandiera verde che Legambiente assegna alle mete che si distinguono in materia di tutela della biodiversità a rischio, di sostenibilità ambientale, di mobilità dolce, di turismo slow, ma anche di efficienza energetica e didattica innovativa.

Il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bernezzo (CN), ad esempio, dal 2001 recupera, cura e riabilita esemplari di ogni specie di fauna selvatica ritrovati in difficoltà. Il Comune di Merano (BZ), attraverso interventi normativi ad hoc (incentivazione dei tetti verdi biodiversi e tutela degli alberi di grandi dimensioni), ha valorizzato in ambito urbano la biodiversità ed i servizi ecosistemici ad essa collegati. Chamois (AO), unico comune italiano non raggiunto dalle auto, si sta impegnando per diventare una Comunità energetica oil free producendo in modo autonomo - e principalmente da fonti rinnovabili – l’energia necessaria a soddisfare i propri bisogni. Sui monti Lessini (VR), invece, si coltivano le antiche tradizioni della transumanza e delle carbonare.

A livello regionale, il Piemonte conquista il maggior numero di bandiere verdi (5), seguito da Veneto (4), Lombardia (2), Valle D’Aosta (2), Friuli Venezia Giulia (2) e Trentino e Alto Adige (entrambe con una bandiera).

Il report di Legambiente non si limita a celebrare gli esempi edificanti, ma, nel contempo, denuncia anche le gestioni del territorio non efficienti dal punto di vista ambientale: quest’anno sono ben otto – due più del 2018 – le “bandiere nere” delle quale due sono state assegnate a località piemontesi, 2 “guadagnate” dalla Valle D’Aosta e una cadauna da Alto Adige, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Per la prima volta è stata poi conferita la “bandiera grigia”: il “vincitore” di tale riconoscimento è Enzo Cainero, dirigente sportivo che vuole fissare l’arrivo di una tappa del giro d’Italia 2021 sul Monte Lussari.

Oggi ai territori montani – spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente - viene chiesto di fronteggiare con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Com’è noto nelle Alpi essi sono più consistenti che altrove, infatti, ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse corrisponde a un +2° sulle Alpi. Per questo è importante mettere in campo azioni virtuose e sostenibili che tutelino e valorizzano davvero l’Arco Alpino e le buone pratiche premiate oggi dimostrano che ciò è possibile. Anzi si tratta di esempi virtuosi che meritano di essere replicati su tutto il territorio”.

Sul clima – ha aggiunto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - si sta facendo troppo poco e troppo lentamente, anche nelle montagne che pure risentono sempre di più dei cambiamenti climatici. Lo scioglimento dei ghiacciai e la biodiversità a rischio sono il primo campanello d’allarme di un problema che ha una portata internazionale e sul quale bisogna intervenire al più presto in maniera sinergica e con politiche sempre più mirati. Il nostro Paese deve approvare quanto prima un piano di adattamento ai cambiamenti climatici che abbia tra le sue priorità proprio i territori montani. In modo da diffondere in tutta Italia le pratiche virtuose premiate oggi, aiutando i territori che investono in manutenzione del territorio, gestione virtuosa dell'acqua, in una agricoltura di qualità capace di adattarsi a un clima che sta già cambiando. In parallelo la sfida è di aprire finalmente le porte a un modello energetico distribuito e rinnovabile, il solo capace oggi di tenere assieme l’impegno nel fermare i cambiamenti climatici con la creazione di opportunità per tutti i territori, dalle Alpi alle pianure, le famiglie e le imprese”.