Climatizzatori: da usare solo quando servono e in maniera ecososostenibile

Come usare il climatizzatore per ridurre i consumi. ConsigliOgni estate, con il caldo che ci opprime, in ufficio come a casa, si ripete l’eterna lotta tra coloro i quali vorrebbero tenere costantemente accesi i climatizzatori e chi, per questioni economiche, salutistiche o ambientali, li vorrebbe spenti.

La corretta gestione della climatizzazione, però non è una questione privata: le Nazioni Unite hanno dichiarato che un utilizzo più efficiente dei condizionatori attualmente attivi assicurerebbe un risparmio di ben 89,7 giga-tonnellate di CO2 nonché un contenimento dell’aumento di 1°C del riscaldamento globale entro il 2100.

Come fare a contemperare le esigenze di chi vuol sopravvivere alla calura estiva con quelle di chi vuole risparmiare, al proprio conto in banca e al mondo intero, un tracollo? Ecco alcuni consigli stilati da Italtherm che ha divulgato le regole per ottenere un ambiente confortevole senza subire un salasso.

Partiamo dall’inizio: quale climatizzatore installare?

Innanzitutto scegliete un dispositivo di classe energetica A+++ o, altrimenti, A++ o comunque non inferiore a A+ perché dovete considerare che  il passaggio da una classe all’altra comporta una variazione dei consumi sino al 30%. Un altro elemento al quale bisogna fare attenzione è il gas refrigerante impiegato nell’impianto: scegliete i gas refrigeranti R32 e non il R410A. Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica  di Italtherm , chiarisce infatti che "un kg di R410A ha infatti un GWP (Global Warming Potential) di 2088 ovvero, rispetto all’effetto serra, si avrà un risultato identico a quello che si otterrebbe rilasciando 2088 Kg di CO2; diversamente, l’R32 ha un GWP di 675, quindi rispetto al primo è nettamente inferiore il suo impatto ambientale. Per questo motivo, l’UE preferisce che venga utilizzata questa tipologia di gas refrigerante”, sottolinea Fontana. “Italtherm oggi ha già migrato con tutti gli apparecchi verso l’R32, benché R410A non sia vietato. Tuttavia, è necessario compiere sia a livello di azienda che di consumatori delle scelte che possano essere positive per l’ambiente”.

Pensate bene a dove installare il climatizzatore: non illudetevi che installandone uno potente voi possiate rinfrescare tutta la casa ed evitare di posizionarli nei corridoi poiché altrimenti avreste dei  corridoi gelati e delle stanze torride.

L’acquisto e l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione possono beneficiare di diversi tipi di incentivi fiscali.

Innanzitutto chi, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione edilizia, effettua l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione usufruisce di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni. 

Se, invece, l’impianto da installare va a sostituire un esemplare già esistente ed il nuovo climatizzatore soddisfa i parametri minimi di prestazione energetica, il beneficiario può godere dell’ecobonus che assicura un rimborso fiscale dilazionato del 65% della somma spesa.

Se, invece, si vuole ottenere il rimborso immediatamente si può accedere al “conto termico”: in questo caso, a fronte dell’installazione di un impianto che abbia dei requisiti minimi di prestazione di efficienza energetica, il beneficiario otterrà direttamente una somma il cui ammontare varia anche in base alla zona climatica in cui viene installato il condizionatore.

Nel decreto crescita approvato recentemente è stata prevista anche la possibilità di ottenere direttamente dai rivenditori e dagli installatori che aderiscono alla iniziativa uno sconto diretto sul prezzo del condizionatore.

Una volta installato, il climatizzatore va usato... ma con moderazione ed intelligenza

Innanzitutto non abbassate la temperatura di oltre 5-6 gradi rispetto a quella esterna e, prima, provate ad impostare la funzione di deumidificazione: spesso basta a combattere il caldo con consumi decisamente minori. Non fate funzionare le macchine lasciando aperte porte e finestre: far entrare aria calda in casa vanificherà l’accensione del climatizzatore. Nelle ore di maggior irradiazione solare tenete abbassate le tapparelle.

Ricordate poi di effettuare una costante manutenzione degli apparecchi  e di pulire i filtri dell’aria e le ventole prima dell’accensione stagionale e, mediamente, una volta ogni due settimane per combattere la formazione di muffe e batteri.