Come vivere green in giro per il mondo? Ce lo racconta l'ecologista vagabondo

Ogni giorno i media riversano nelle nostre case centinaia di cattive notizie che, in molti casi, riguardano problematiche ambientali. Fortunatamente, al contempo, non mancano gli esempi positivi di persone che si attivano per attuare un cambiamento in un’ottica di ecosostenibilità. È necessario quindi che anche questi casi abbiano il giusto risalto a livello mediatico.

Dal primo agosto è partito, in prima visione TV, il programma “L’ecologista vagabondo” che, per 4 giovedì, alle ore 21.10 su laF (Sky 135, ma disponibile anche su Sky On Demand e Sky Go) vedrà Antoine Auriol, campione mondiale di kitesurf e conduttore televisivo, raccontare le storie di chi, in otto diversi paesi, cerca di preservare il pianeta con iniziative ambientali e con nuove tecniche ecosostenibili.

Antoine Auriol è nato in Francia, 33 anni fa, in una famiglia di sportivi e da sempre ha praticato sport non inquinanti a stretto contatto con la natura. Dopo aver essersi dedicato al trampolino elastico entrando nella top 5 francese di tale disciplina, si è appassionato al windsurf diventando Campione d'Europa a 19 anni. Si è dedicato quindi al kitesurf divenendo campione del mondo Kitesurf KPWT nel 2010. A partire dal 2014 ha iniziato a realizzare documentari in tutto il mondo per raccogliere le testimonianze delle persone che migliorano la qualità della loro vita senza danneggiare l’ambiente.

Durante gli 8 episodi di 50 minuti ciascuno de “L’ecologista vagabondo”, Antoine Auriol mostrerà ai telespettatori le buone pratiche adottate in tutto il mondo. Gli olandesi, ad esempio, fanno un utilizzo massivo delle biciclette e riutilizzano la plastica per realizzare oggetti di design. La Cina – pur utilizzando carbone per ottenere il 75% della propria produzione energetica - è divenuta una dei principali produttori di energia rinnovabile e le sue imprese si stanno impegnando per ridurre il loro impatto ambientale. In Ruanda Auriol incontrerà chi lotta per preservare la natura ricca e selvaggia mentre in Argentina visiterà le aziende agricole che stanno sperimentando metodi ecosostenibili di coltivazione e allevamento. Si parlerà poi della Francia e dell’impegno a passare dall’energia nucleare e dai motori a gasolio a forme più ecologiche di produzione energetica. In Giappone, dove il consumo di risorse è schizzato a causa della forte crescita demografica e della conseguente urbanizzazione, si vedrà l’opera delle aziende che, giorno dopo giorno, affinano la propria sensibilità in materia di impatto ambientale. La Costa Rica, al contrario, può vantare una straordinaria biodiversità che le consente di assumere l’impegno di ridurre le emissioni di gas di un quarto entro il 2021 divenendo, in ambito ecologico, un modello da seguire. In California, invece, stanno aumentando i poli tecnologici e le città che investono forti risorse per studi e progetti in materia di lotta all’ inquinamento e ai disastri ambientali ricollegabili ai cambiamenti climatici.