Il 74% della popolazione italiana pensa di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani. E tu?

Ipsos, società leader in Italia nei servizi di ricerca di mercato, ha presentato per la prima volta uno studio completamente dedicato al tema della plastica e della sostenibilità che è stato presentato durante il convegno “The third moment of truth: il packaging sostenibile è il nuovo tsunami?”.La ricerca è stata realizzata grazie alle analisi e indagini di mercato condotte dall’Istituto su tematiche quali CSR (corporate social responsibility) e sostenibilità ambientale. 

Ipsos ha provveduto a misurare il grado di consapevolezza dei consumatori sullo status del pianeta e soprattutto ha cercato di comprendere le aspettative degli stessi nei confronti delle aziende in tema di impatto ambientale.

Sulla base dei dati raccolti si è evidenziato che esiste un ampio convincimento, da parte degli italiani, del valore comune rappresentato dal patrimonio naturale del pianeta, ma anche una consapevolezza dei rischi legati all’impatto che alcuni materiali hanno sulla nostra vita, rischi, per la maggior parte, derivanti proprio dai nostri comportamenti. Nessuno infatti si sente assolto: il 74% della popolazione italiana pensa di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani.

Secondo la grande maggioranza degli intervistati la qualità del futuro del pianeta è strettamente legata alla responsabilità di ciascuno di noi, non solo dall'operato dei governi, un senso di responsabilità percepito in maniera netta, tanto che oltre il 59% degli italiani è convinto che ogni singolo cittadino sia direttamente investito dal dovere di salvaguardare l’ambiente.

Italiani consapevoli di aver contribuito a inquinare il Pianeta

Emergono, dai dati, riflessioni importanti: ben l’80% degli italiani dichiara di avere il timore di essere alle soglie di un vero e proprio disastro ambientale, anche per questo negli ultimi 4 anni si è registrato un aumento del 65% dei cittadini che hanno acquisito conoscenze qualificate in tema ambientale. Vi sono anche dei risultati che potremmo definire allarmanti: il 12% degli intervistati ritiene che la plastica sia un materiale sostenibile, ed è inoltre emerso che ci sono dei prodotti a cui gli italiani farebbero veramente fatica a rinunciare come ad esempio bottiglie d’acqua (33%), pellicole trasparenti per alimenti (27%); contenitori riutilizzabili per alimenti (16%).

Sul tema specifico dell’inquinamento da plastica dei nostri mari si va dal 50% degli intervistati che lo considera un problema molto serio a un’esigua minoranza (1%) che considera il dibattito sulla plastica frutto di inutili allarmismi e il 2% che non lo vive come preoccupazione, mentre il restante 46% o lo ritiene un problema, che esiste ma può essere risolto (per il 26%), oppure che esiste perché ora la plastica non è adeguatamente riciclata (per il 20% degli italiani)

CSR: quando il premio è la sostenibilità

Secondo Ipsos, tra gli ambiti ritenuti davvero molto importanti, spicca al primo posto proprio la riduzione delle emissioni e l’impatto ambientale delle imprese e secondo il 77% degli italiani le aziende qui non stanno facendo abbastanza.

A sostegno dell’importanza della sostenibilità anche il fatto che il 68% dei cittadini ha dichiarato di essere disposto a pagare di più per un prodotto o un servizio purché provenga da aziende che attuino politiche ambientali serie e rigorose, ma non solo. Il 52% degli italiani ha espresso il desiderio di preferire e voler trovare marche che permettano loro di fare la differenza nel mondo.

Intraprendere la strada della sostenibilità sarebbe quindi una scelta vincente per le aziende anche perché l’83% degli intervistati le consiglierebbe a chi è in cerca di lavoro, un ulteriore 83% sarebbe pronto ad affidargli i suoi risparmi e il 90% le sceglierebbe per la fornitura di beni e servizi.

Direzione plastic free: il packaging sostenibile

“Chi ha la responsabilità di trovare una soluzione per ridurre la quantità di materiale utilizzato nelle confezioni di prodotti venduti?” a questa domanda, ben il 39% degli intervistati pensa sia dovere delle aziende che producono e vendono prodotti di largo consumo.

Dallo studio emerge come il plastic-free rappresenti un'opportunità unica da cogliere e una scelta strategica per le aziende infatti il packaging è il primo fattore di sostenibilità su cui viene valutato un brand. Basti pensare che per 1 italiano su 3 è un dovere delle aziende offrire risposte e soluzioni concrete dirette alla riduzione dell’uso della plastica nelle confezioni dei prodotti venduti, ma questo non basta. Il 53% degli italiani dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati, il 48% di fare riutilizzo degli articoli monouso, il 41% di smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili e il 24 % di smettere di andare nei negozi che usano molti imballaggi non riciclabili. Il cittadino consapevole ma soprattutto il consumatore responsabile è quindi pronto a farsi carico e ad agire in prima persona nella lotta all’inquinamento da plastica

Da questo emerge con forza come il plastic-free rappresenti un’opportunità unica da cogliere e una scelta strategica sia per i singoli, che per le aziende.

FONTI

http://www.ecodallecitta.it/notizie/391147/plastic-free-un-tema-destinato-a-durare-anche-nei-prossimi-anni

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2019/05/11/ansa-plastica-80-italiani-teme-disastro-ma-piu-eco-attenzione_356c1b06-224b-4de4-914e-7ed8ba4922d2.html

https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=21792